Maker Story: Hannes Pasqualini
September 5th, 2010
Inauguriamo con questo post la rubrica “Maker Story”: interviste e approfondimenti per conoscere meglio i maker che utilizzano Vectorealism per le loro produzioni, mostrare gli oggetti più interessanti e carpire come può nascere un’idea.
Hannes Pasqualini, creativo a 360°, ha disegnato e prodotto con Vectorealism un case personalizzato per il sintetizzatore Shruti-1
Innanzitutto le presentazioni: che tipo di creativo sei?
Professionalmente sono “diviso” tra il lavoro di art director presso un’agenzia di Bolzano e la mia attivtà free-lance di illustratore. La mia formazione è abbastanza varia, ho studiato Design (un corso di laurea che mescolava design del prodotto e comunicazione), ma prima di approdare al design ho studiato cinema (a Bolzano e Berlino).
La musica è sempre stata una mia passione, ma non ho mai pensato di farla diventare un lavoro… però continuo a “invadere” il terreno musicale sia con le illustrazioni e i fumetti (ho recentemente pubblicato come disegnatore il fumetto Giètz! sul jazz italiano degli anni ‘50), che con questi miei progetti musicali DIY.
Raccontaci qualcosa del tuo lato di “maker”: cosa ti piace produrre? Su quali materiali?
E’ una passione che ho scoperto da poco: nasce dalla combinazione tra l’amore per la musica e i miei studi di design. Da una parte la mia formazione mi ha dato le basi teoriche e tecniche, dall’altra la passione per la musica elettronica mi ha spinto con il tempo a confrontarmi con le realtà più underground della scena.
Tutto è cominciato con il Commodore64. Ho sempre avuto una certa mania per questo computer e soprattutto per il sound del SID, il chip respondabile per il sonoro. Dopo anni mi sono ricomprato uno di questi aggeggi e una cartuccia per poterlo usare come sintetizzatore musicale. Da li ho poi scoperto il vasto mondo della chipmusic, e il circuit bending. Dal circuit bending poi sono passato agli strumenti DIY come l’Atari Punk Console e ho cominciato a saldarmi i mei primi strumenti. Generalmente compro dei kit di montaggio già pronti, visto che non sono ancora abbastanza esperto per sviluppare un circuito da zero. Per ora mi limito a montare questi kit e poi cercare di sperimentare con i circuiti per vedere se riesco a modificarli in qualche modo.
Per esempio, una cosa molto divertente che ho fatto tempo addietro era una modifica di un dispositivo chiamato Beep-it di Michael Una, in cui ho usato una ventola per modulare un oscillatore controllato da una fotocellula.
Video: the beep-it-fan synth from Hanzo on Vimeo.
In generale i kit che si trovano in giro arrivano sempre senza case, per cui poi posso sbizarrirmi a crearmeli io stesso. Alcune volte ho semplicemente usato scatole di legno già pronte che poi ho dipinto (come ad esempio questa). Nel caso dello Shruti-1 ho voluto fare qualcosa di più avanzato.
Come hai conosciuto Ponoko/Vectorealism?
Frequentando il forum di Mutable Instruments, pseudonimo societario di Olivier Gillet, creatore dello Shruti-1. Diverse persone avevano subito cominciato a creare dei progetti di case con Ponoko.
Avevi già prodotto altre cose prima che Ponoko aprisse in Italia attraverso Vectorealism?
No. Devo dire che l’apertura di Ponoko in Italia ha avuto un timing perfetto per il mio progetto, perché avete inziato con l’attività proprio quando ho deciso di provare questo tipo di tecnica!
Parliamo un po’ della tua creazione
Si tratta di un case per un sintetizzatore fatto a mano partendo da un kit. Il kit in questione è stato ideato da un “inventore pazzo” francese di nome Olivier Gillet (aka Mutable Instruments) che si basa su di un processore ATMega328p e un filtro analogico CEM3379, commercializzato in numero limitato di 80 pezzi. Il kit come molti altri, era sprovvisto di case, per cui ancora prima di ricevere i pezzi ho cominciato a studiare possibili soluzioni per racchiuderlo in modo che fosse protetto e trasportabile.

La mia principale fonte di ispirazione all’inizio era il Tivoli Model One di Henry Kloss, di cui amo molto la semplicità e il look un po’ vintage; così ho ordinato il primo prototipo del frontalino attraverso Ponoko, e questo mi ha fatto capire un po’ come funzionava il laser.
Quando lo Shruti-1 mi è caduto in terra ho finalmente capito che era fondamentale costruire un case, e quindi ho deciso di fare tutto direttamente al laser con Vectorealism. E’ stata la prima volta che ho usato questa tecnica, e infatti mi sono accorto di molti errori. Ma ho anche imparato moltissime cose.
Tra l’altro non ho ancora finito tutto al 100%! (tanto per dire, devo ancora recuperare un Dremel per infossare bene le viti ai lati).
La sfida maggiore comunque è stata quella di sfruttare al meglio la superficie disponibile. Alla fine ho tagliato 4 progetti in una volta sola (3 dei quali sono ancora da finire).
Prossimamente lavorerò ad un nuovo case per sintetizzatore, questa volta però non sarà un pezzo unico, ma parte di un kit di montaggio… per ora questo è tutto quello che posso dire a riguardo…
Link: Hannes Pasqualini online portfolio



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